| Buon 2009... da sposati!!! | domenica, 28 dicembre 2008 |
Colazione servita da rearwindow06 alle 15:16 in: tea for two popup commenti (9) | permalink commenti (9) |
| Cinema di ieri e di oggi | lunedì, 19 maggio 2008 |
Prosegue la full immersion nelle gustose commedie di Neil Simon. Nel week-end appena trascorso abbiamo (ri)visto I ragazzi irresistibili, Priogioniero della seconda strada e Un provinciale a New York. Il bello della comicità di Simon risiede tutto nei dialoghi meravigliosamente ironici e nella sua capacità di dare sempre un tocco più profondo, mai troppo calcato, e di seminare riflessioni senza scivolare nella morale. I problemi della vita di coppia, il contrasto fra la grande città e la provincia, la difficoltà nell'affrontare la vecchiaia o la perdita del lavoro, la proverbiale crisi della "mezza età", la riaffermazione dei buoni e solidi valori. Questa è "la" commedia americana, brillante, spassosa, elegante, mai sciocca. Walter Matthau e Jack Lemmon sono strepitosi, indimenticabili.
Un film-documentario dall'impatto fortissimo. Ambientata nel tristemente noto quartiere di Scampia, la pellicola ci restituisce una radiografia assai accurata dell'universo malavitoso: Franco (interpretato dal magistrale Toni Servillo) è un stakeholder, ossia il mediatore con le aziende interessate allo smaltimento dei rifiuti; un gruppo di personaggi rievoca poi la guerra di Secondigliano per il controllo del traffico di droga e le vicende degli scissionisti; vi è, infine, un episodio sulle fabbriche clandestine cinesi. Ragazzini che aspirano a campare "sino a 30 anni" (per loro è un traguardo), bambini costretti a lavorare, delinquere, spiare: piccoli senza infanzia, più abili a maneggiar pistole che giochi. Disperazione su disperazione. "Non aspettatevi un film-inchiesta né un film di denuncia - ha affermato Garrone - Non voglio fare il moralista e separare il bene dal male; mi soffermerò, invece, sui personaggi che il libro di Saviano racconta con delle pennellate". Sicuramente un esperimento riuscito: la tensione non abbandona lo spettatore per un solo minuto, sembra che non ci sia limite al peggio, eppure non si percepisce mai alcun giudizio dall'alto. "Considerate che questo è stato" scriveva Primo Levi. Il messaggio di Gomorra potrebbe essere "Considerate che questo è". Colazione servita da breakfast alle 12:32 in: tea for two popup commenti (16) | permalink commenti (16) |
| Un anno di colazioni | martedì, 04 marzo 2008 |

Colazione servita da breakfast alle 21:23 in: tea for two popup commenti (52) | permalink commenti (52) |
| Caos Calmo | mercoledì, 13 febbraio 2008 |
"Ogni nuova possibilità che si offre all'esistenza, anche la meno probabile, trasforma l'esistenza intera" (Milan Kundera, La lentezza)Colazione servita da breakfast alle 00:08 in: tea for two popup commenti (24) | permalink commenti (24) |
| Sogni e Delitti | lunedì, 04 febbraio 2008 |
L'ultimo film di Woody Allen è stato definito il più cupo, un vero noir. Gli ingredienti ci sono tutti: due fratelli ambiziosi, apparentemente uniti, ma in realtà rivali, avvelenati da un'esistenza grigia, da un'ambizione crescente, condita dal vizio del gioco e delle scommesse, e dalla brama di fare i soldi facilmente. Due genitori apprensivi e deboli, una fidanzata affettuosa quanto sciocchina e un'altra bellissima e libertina fanno da contraltare. Sullo sfondo, la Londra del Big Ben, dei giardini e dei poderi di campagna (anche qui, come in Scoop), simbolo delle convenzioni e del successo artefatto che i due sperano di ottenere, pur essendo senza arte né parte. Eppure abbiamo trovato Match Point, oltre che infinitamente più bello, molto più duro e amaro, con quel finale grottesco dove l'happy end è in realtà il trionfo della malvagità e dell'opportunismo. In Sogni e delitti, invece, i cieli densi di nubi nere richiamano la collera divina, il castigo verso chi ha osato infrangere le regole universali. Vi è una riflessione più attenta sul rimorso, in contrasto con la lucida e calcolatrice freddezza con cui il protagonista di Match Point organizza il suo delitto. L'atto criminoso è accompagnato dall'inesperienza e dalle paure dei due, accentuate dal fatto che la vittima designata in fondo non ha nulla a cha fare con loro, un viso osservato una sola volta, laddove, nel film precedente, c'erano dei forti sentimenti in gioco: la donna veramente amata, il bambino che stava per nascere. I due fratelli sono personaggi fragili e dalla scarsa dirittura morale sin dall'inizio; compiono sì un'ulteriore discesa all'inferi, ma questa sembra già annunciata dalle prime battute, mentre il contrasto fra il prima e il dopo - dopo l'oasi ingannatrice del successo, del lusso, del potere - nella prima pellicola della trilogia londinese era più intenso e drammatico. Tutto questo per spiegare come Sogni e delitti, film che si riscatta nel secondo tempo, dopo una prima parte scialba, è una prova interessante, ma non del tutto riuscita.Colazione servita da SimonaCWords alle 19:59 in: tea for two popup commenti (19) | permalink commenti (19) |
| I giorni e le nuvole di Genova | domenica, 11 novembre 2007 |
Sabato siamo andati a vedere "Giorni e Nuvole" del bravo Silvio Soldini, il quale ci ha regalato negli anni scorsi delle perle delicatamente ironiche quali "Pane e tulipani" e "Agata e la tempesta" [anche questo ambientato a Genova].Colazione servita da breakfast alle 22:03 in: tea for two popup commenti (23) | permalink commenti (23) |
| La blogosfera è come una coda al cinema | sabato, 03 novembre 2007 |
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| L'essenziale è invisibile agli occhi | martedì, 30 ottobre 2007 |
Come ha scritto Walter Veltroni a proposito della pellicola: "Quando uscì il film, nel 1950, cioè cinque anni dopo gli orrori della guerra, molti condivisero il gioco, l'illusione ed il sogno di Harvey. Stewart raccontava che per strada delle persone male in arnese gli chiedevano, battendogli la spalla "Harvey è con lei?". Lui rispondeva che no, era a casa con il raffreddore. E loro di rimando gli raccomandavano "La prossima volta che lo vede ce lo saluti". Harvey è un film che sembra estratto da una certa letteratura sudamericana sognante e magica, parente del Garabombo del libro di Manuel Scorza, che aveva una strana malattia per la quale diventava invisibile quando protestava con le autorità peruviane. E' un mito della fantasia e della negazione dell'ovvio e delle regole codificate. E' la traduzione della bellissima frase di Saint-Exupery: "L'essenziale è invisibile agli occhi". Nel film Stewart è più solo che svitato. A tutti offre il suo biglietto da visita, tutti invita a cena a casa propria. E' un uomo gentile ed altruista, che sembra un marziano, in una società già allora frenetica ed egoista. Il suo candore, il suo coniglio sembrano eversivi."
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