Prosegue la full immersion nelle gustose commedie di Neil Simon. Nel week-end appena trascorso abbiamo (ri)visto I ragazzi irresistibili, Priogioniero della seconda strada e Un provinciale a New York. Il bello della comicità di Simon risiede tutto nei dialoghi meravigliosamente ironici e nella sua capacità di dare sempre un tocco più profondo, mai troppo calcato, e di seminare riflessioni senza scivolare nella morale. I problemi della vita di coppia, il contrasto fra la grande città e la provincia, la difficoltà nell'affrontare la vecchiaia o la perdita del lavoro, la proverbiale crisi della "mezza età", la riaffermazione dei buoni e solidi valori. Questa è "la" commedia americana, brillante, spassosa, elegante, mai sciocca. Walter Matthau e Jack Lemmon sono strepitosi, indimenticabili. Sabato sera, invece, siamo andati a vedere al cinema Gomorra di Matteo Garrone, tratto dall'ormai celebre romanzo di Roberto Saviano (il quale vive sotto scorta dall'ottobre 2006).
Un film-documentario dall'impatto fortissimo. Ambientata nel tristemente noto quartiere di Scampia, la pellicola ci restituisce una radiografia assai accurata dell'universo malavitoso: Franco (interpretato dal magistrale Toni Servillo) è un stakeholder, ossia il mediatore con le aziende interessate allo smaltimento dei rifiuti; un gruppo di personaggi rievoca poi la guerra di Secondigliano per il controllo del traffico di droga e le vicende degli scissionisti; vi è, infine, un episodio sulle fabbriche clandestine cinesi. Ragazzini che aspirano a campare "sino a 30 anni" (per loro è un traguardo), bambini costretti a lavorare, delinquere, spiare: piccoli senza infanzia, più abili a maneggiar pistole che giochi. Disperazione su disperazione. "Non aspettatevi un film-inchiesta né un film di denuncia - ha affermato Garrone - Non voglio fare il moralista e separare il bene dal male; mi soffermerò, invece, sui personaggi che il libro di Saviano racconta con delle pennellate". Sicuramente un esperimento riuscito: la tensione non abbandona lo spettatore per un solo minuto, sembra che non ci sia limite al peggio, eppure non si percepisce mai alcun giudizio dall'alto. "Considerate che questo è stato" scriveva Primo Levi. Il messaggio di Gomorra potrebbe essere "Considerate che questo è".






Una volta, tempo fa, lessi che un poeta aveva paragonato la Liguria a una collana di perle adagiata sul mare. Mai definizione fu così azzeccata: permettetemi un pizzico di campanilismo!!! Io e Paolo abbiamo trascorso il lungo ponte del 1° maggio a Ponente, precisamente in quel gioiello pittoresco che è Dolceacqua, facendo tappa ad Apricale, Seborga, Triora, passando per Bordighera e Ventimiglia, a un passo dal confine.