Cinema di ieri e di oggi lunedì, 19 maggio 2008  
Prosegue la full immersion nelle gustose commedie di Neil Simon. Nel week-end appena trascorso abbiamo (ri)visto I ragazzi irresistibili, Priogioniero della seconda strada e Un provinciale a New York. Il bello della comicità di Simon risiede tutto nei dialoghi meravigliosamente ironici e nella sua capacità di dare sempre un tocco più profondo, mai troppo calcato, e di seminare riflessioni senza scivolare nella morale. I problemi della vita di coppia, il contrasto fra la grande città e la provincia, la difficoltà nell'affrontare la vecchiaia o la perdita del lavoro, la proverbiale crisi della "mezza età", la riaffermazione dei buoni e solidi valori. Questa è "la" commedia americana, brillante, spassosa, elegante, mai sciocca. Walter Matthau e Jack Lemmon sono strepitosi, indimenticabili.

Sabato sera, invece, siamo andati a vedere al cinema Gomorra di Matteo Garrone, tratto dall'ormai celebre romanzo di Roberto Saviano (il quale vive sotto scorta dall'ottobre 2006). Un film-documentario dall'impatto fortissimo. Ambientata nel tristemente noto quartiere di Scampia, la pellicola ci restituisce una radiografia assai accurata dell'universo malavitoso: Franco (interpretato dal magistrale Toni Servillo) è un stakeholder, ossia il mediatore con le aziende interessate allo smaltimento dei rifiuti; un gruppo di personaggi rievoca poi la guerra di Secondigliano per il controllo del traffico di droga e le vicende degli scissionisti; vi è, infine, un episodio sulle fabbriche clandestine cinesi. Ragazzini che aspirano a campare "sino a 30 anni" (per loro è un traguardo), bambini costretti a lavorare, delinquere, spiare: piccoli senza infanzia, più abili a maneggiar pistole che giochi. Disperazione su disperazione. "Non aspettatevi un film-inchiesta né un film di denuncia - ha affermato Garrone - Non voglio fare il moralista e separare il bene dal male; mi soffermerò, invece, sui personaggi che il libro di Saviano racconta con delle pennellate". Sicuramente un esperimento riuscito: la tensione non abbandona lo spettatore per un solo minuto, sembra che non ci sia limite al peggio, eppure non si percepisce mai alcun giudizio dall'alto. "Considerate che questo è stato" scriveva Primo Levi. Il messaggio di Gomorra potrebbe essere "Considerate che questo è".

Colazione servita da breakfast alle 12:32 in: tea for two
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Una collana di perle mercoledì, 07 maggio 2008  
DolceaquaUna volta, tempo fa, lessi che un poeta aveva paragonato la Liguria a una collana di perle adagiata sul mare. Mai definizione fu così azzeccata: permettetemi un pizzico di campanilismo!!! Io e Paolo abbiamo trascorso il lungo ponte del 1° maggio a Ponente, precisamente in quel gioiello pittoresco che è Dolceacqua, facendo tappa ad Apricale, Seborga, Triora, passando per Bordighera e Ventimiglia, a un passo dal confine.
 
Non a caso Monet ha definito il ponte di Dolceaqua un capolavoro di leggerezza. Complici delle stupende giornate di sole, non troppo calde, il borgo medievale ha sfoggiato davanti ai nostri occhi tutta la sua bellezza, dal castello ai carrugi, dalle botteghe degli artisti al lento scorrere del fiume. Apricale è assai nota per gli spettacoli a cielo aperto organizzati annualmente dal Teatro della Tosse... e infatti alcune creazioni del mio amato Lele Luzzati facevano meravigliosa mostra di sè nella bellissima piazza nel cuore del paese. Il principato di Seborga era immerso nei fiori e da lassù si poteva godere un panorama stupendo: colline verdissime, coltivazioni a terrazze e il mare blu. Il piccolo borgo delle streghe, Triora, sorge in un valle assai suggestiva... e tenendo conto della ripida strada che si deve attraversare per arrivarci, non faccio fatica a capire come mai le antiche fattucchiere lo avessero prescelto per esercitare le loro arti occulte!!!
 
Gatti grassottelli riposavano all'ombra; dai piccoli ristoranti si spargeva un profumo di pesto o di
friscêu; l'aria era finalmente densa di primavera, dopo tanta pioggia: insomma, una Liguria da cartolina ha fatto da sfondo a una vacanza rilassante. Siamo davvero fortunati ad abitare in una terra così speciale ma schiva, conosciuta più dai turisti stranieri che dagli autoctoni... anche per questo è sempre piacevole passeggiare immersi nei chiaroscuri dei vicoli, perché le sorprese  non mancano mai.

Colazione servita da breakfast alle 08:32 in: turisti per caso
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