Come ha scritto Walter Veltroni a proposito della pellicola: "Quando uscì il film, nel 1950, cioè cinque anni dopo gli orrori della guerra, molti condivisero il gioco, l'illusione ed il sogno di Harvey. Stewart raccontava che per strada delle persone male in arnese gli chiedevano, battendogli la spalla "Harvey è con lei?". Lui rispondeva che no, era a casa con il raffreddore. E loro di rimando gli raccomandavano "La prossima volta che lo vede ce lo saluti". Harvey è un film che sembra estratto da una certa letteratura sudamericana sognante e magica, parente del Garabombo del libro di Manuel Scorza, che aveva una strana malattia per la quale diventava invisibile quando protestava con le autorità peruviane. E' un mito della fantasia e della negazione dell'ovvio e delle regole codificate. E' la traduzione della bellissima frase di Saint-Exupery: "L'essenziale è invisibile agli occhi". Nel film Stewart è più solo che svitato. A tutti offre il suo biglietto da visita, tutti invita a cena a casa propria. E' un uomo gentile ed altruista, che sembra un marziano, in una società già allora frenetica ed egoista. Il suo candore, il suo coniglio sembrano eversivi."






E' domenica pomeriggio e il vento freddo ha acconsentito a una tregua. La passeggiata a mare è gremita di persone desiderose di godersi un po' di sole rigenerante. Bambini vivaci di tutte le età sbucano correndo da ogni parte. Seduti sulle panchine del porticciolo, siamo parte di questo quadro della natura. Il cielo turchino completamente sgombro di nuvole, i raggi del sole bassi e luminosissimi, il mare blu scuro, disteso e denso come la tempera, solcato da piccole vele immacolate. Ci godiamo il tepore come due gatti pigri e felici, mentre poco distante gira una giostra. Racconto a Paolo di babySimonaC, la quale amava andare alle giostre - mentre ora non le sopporta - per salire in groppa al cavallo (rigorosamente quello nero) ed acchiappare così il famoso codino, quello che ti faceva vincere un altro giro di giostra. BabyRearWindow, a quanto pare, non amava fare altrettanto, perché occupato già allora a cogliere il particolare, cinematografico gioco di luci e di specchi della giostra ruotante. 

Su e giù attraverso l'estremo ponente ligure. Per partecipare a un seminario, raggiungo Imperia in una soleggiata giornata di fine settembre. In realtà, è appena passata la burrasca: pioggia torrenziale, trombe d'aria e mareggiate. La tregua è luminosa e limpidissima, c'è una temperatura ideale e ti sembra di respirare solo aria buona di mare e benessere. La prima location è deliziosa, l'unico problema è che con un panorama così sopporti a malapena di startene rinchiuso con altre trenta persone. Nelle varie pause ci rimpinzano del migliore "fast food" ligure: focaccia, torta salata e Vermentino. Sono giornate per "addetti ai lavori", ci conosciamo tutti o quasi, nel frattempo qualcuno si è sposato, sono nati i primi bambini e insieme ai trolley spuntano i passeggini. Sono momenti ideali per mettere in pratica il famigerato detto "mal comune, mezzo gaudio". Quando ti scade il contratto? Nessun concorso in vista? Sei riuscita ad ottenere un mutuo?