Il nero, ma anche il bianco mercoledì, 28 marzo 2007  
E' verità universalmente ammessa che dentro di noi albergano sia il male che il bene. In certe circostanze fa capolino il primo, in altre il secondo. Equilibrato e saggio è chi accetta di essere il risultato delle due componenti. Invece non tutti sanno che, allo stesso modo, ciascuno di noi custodisce un pò di Rear Window e un pò di SimonaC. Non è compito nostro svelare chi impersonifica il nero e chi il bianco (ammesso e non concesso che esista una tale rappresentazione), altrimenti non ci leggereste più e trascorrereste serate noiose nel cercare di risolvere uno degli altri grandi enigmi dell'esistenza, tipo il Mistero dei Templari o chi abbia rubato i congiuntivi a Bananae. Tuttavia, nella nostra infinita magnanimità, abbiamo deciso di venirvi parzialmente incontro, realizzando un test online per farvi scoprire quanto di Rear Window e quanto di Simo vi sta nel cuore, nella testa, o sulle pal... vabbè, lasciamo perdere!!! Eccovi quindi dieci brevi domande a cui dovrete rispondere con assoluta sincerità.
 

Più il punteggio sarà vicino a 100, maggiore risulterà la quantità riscontrata di caratteristiche del tipo "Simo"; 60 rappresenterà il "giusto mezzo" e i punteggi prossimi al 20, invece, corrisponderanno a una prevalenza delle caratteristiche del tipo "Rear Window". Buon divertimento, ma anche no... !!!


Colazione servita da breakfast alle 00:03 in: gioco a due
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Ma davvero con i blog si rimorchia? mercoledì, 21 marzo 2007  
«Emh... scusate: ma davvero con i blog si rimorchia? Perchè, se così fosse, quasi quasi lo aprirei anche io un mio blog»
«Ancora lei, ma senta: perchè non va a fare il lettore medio da latendarossa, che così abbassa un pò il livello del suo blog???»
«Su... non fate gli ironici, che non ne siete capaci... e rispondete invece alla domanda»
«Beh... ma proprio a noi lo viene a chiedere? E comunque si: è uno dei principali motivi per cui viene aperto un blog... c'è chi lo apre solo per quella ragione lì... diciamolo!!!»
«Davvero??? Figooooo!!!»
«Senti Simona... se questo dice ancora una volta "Figooooo" con quel tono, lo mando a scrivere commenti da Seaweeds, che è quello che si merita!!!»
«Ma a proposito di commenti, come potrei fare ad averne molti??? Sapete: io non scrivo cose troppo interessanti»
«Beh... non è necessario scrivere cose interessanti!»
«Davvero??? Fi... emh, cioè no... volevo dire: notevole!!!»
«Hai visto Simo? Conosce anche altre espressioni oltre "Figo"... te lo avevo detto io che i nostri lettori medi hanno fatto gli studi alti!!!»
«Comunque, non è necessario saper scrivere. Se lei ad esempio è una bella ragazza, basta inserire una sua foto nel blog e vedrà che i commenti lieviteranno quasi d'incanto!!!»
«E se invece fossi una brutta ragazza?»
«E' lo stesso: basta inserire una foto di una bella ragazza, fingendo che sia la sua, e vedrà che i commenti lieviteranno quasi d'incanto!!!»
«E se fossi un uomo?»
«Ma proprio a noi doveva capitare un lettore medio in piena crisi di identità sessuale???... Se fosse un uomo, la questione si farebbe più articolata. Però potrebbe far così: dare sfoggio della propria cultura in post intellettualoidi e compiaciuti. L'importante, badi bene, è che mostri quanti più libri possibile, meglio se classici... che so: Alighieri, Byron, Kierkegaard, Proust, Wilde e Cernysveskji»
«Cerny chi???»
«Ecco, appunto!!! Cosa avevo detto sugli studi alti, Simo?»
«Certo che siete spiritosi forte, eh? Voi i vostri lettori li ammazzate dalle risate... meglio: li ammazzate e basta! E comunque, tornando ai post intellettualoidi e ai libri in bella mostra, questo basterebbe?»
«Certo che no! Mancherebbe la parte più importante: lei poi dovrebbe commentare, commentare, commentare tanto, ma solamente donne»
«Eh, ma chissà quanto tempo ci perderei»
«Ma dobbiamo spiegarle proprio tutto, eh? In realtà non perderebbe molto tempo, infatti basterebbe scrivere dei commenti di non più di 2 righe in cui si ringrazia la blogger per quello che ha scritto, dicendole che è piaciuto molto. Pensi che non sarebbe neppure costretto a leggere per intero i post che commenta»
«Fig.... emh... interessante! Ma nel mio blog potrei dire proprio tutto quello che mi viene in mente? Potrei anche parlar male di questo o di quello?»
«Certamente... e poi al limite il blog lo potrebbe sempre rendere privato»
«Rendere privato il blog? Ma non sarebbe un pò da codardi?»
«Codardi? Noooo! E poi scusi, non si va certo in galera per codardia! E anche se fosse le potremo fare il nome di un ottimo avvocato... emh, pensandoci bene, meglio lasciar fuori gli avvocati da queste faccende»
«Ma se fossi un uomo senza una cultura da sfoggiare?»
«Paolo, a questa rispondi tu, che è materia tua?»
 
TO BE CONTINUED...

Colazione servita da breakfast alle 00:01 in: tea for two
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Una volta bastava il cilicio mercoledì, 14 marzo 2007  

"Una volta bastava il cilicio"
Sottotitolo: Piccola guida alla santità laica


Descrizione: Si sa, ci sono donne votate al sacrificio. Fra queste SimonaC, la quale ha maturato in pochi mesi una tale esperienza sopportando Rear Window, da sentire il nobile impulso di divulgare gli insegnamenti così faticosamente appresi. Questo manuale di 666 pagine si rivolge affettuosamente a tale categoria di donne. Comprende una casistica dettagliata, esercizi a difficoltà progressiva, test psicoattitudinali, testimonianza di "casi umani". Per facilitarne la consultazione, l'Autrice ha trattato i diversi argomenti in ordine alfabetico. Alcune esemplificazioni:
P come Pazienza. Come ottenerla, praticarla e non perderla
B come Binocolo. Guida alla manomissione in 5 mosse
S come Stewart, James. Come trovare il lato buono e affascinante nascosto in fondo, ma proprio in fondo all'esemplare maschile corrispondente
G come Gioco. Individua i difetti intellettuali (per principianti) e fisici (per le più esperte) in Scarlett Johansson.
 
L'opera si chiude con una scheda di autovalutazione personale.

Edizioni:
Libra Patientissima et Virtuosa. Collana: "Santità oggi".

Prezzo: per il pubblico femminile: 0,5 euro (contributo simbolico di solidarietà). Per il pubblico maschile: da definirsi caso per caso.


 

Segue uno dei casi emblematici contenuti nell'opera; uno di quei numerosi esempi di vita quotidiana in cui forgiate da settimane e settimane di disciplina e santa pazienza...

S: Beh, Paolo... chissà... magari ci incontreremo per puro caso!
P: Sarebbe fantastico! Mi piacciono i casi...
S: ...che a volte non accadano affatto "per caso". Io adoro le strane coincidenze...
P: Beh... c'è un lungo dibattito a riguardo delle coincidenze. A me, ad esempio, ora toccano solo quelle belle e positive...
S: Ah si? E come mai?
P: Perchè ho finito quelle brutte quando me le hanno date! Ma non sai come funziona?
S: Veramente no.
P: Ma ti devo dire proprio tutto...  cosa faresti senza di me??
S: Sto cercando di figurarmelo! ;-)
P: Farò finta di non aver compreso la provocazione. Dunque: devi sapere che quando nasciamo ad ognuno di noi vengono dati due sacchetti. Uno con le cose belle ed uno con quelle brutte.
S: Ma ne sei certo?
P: Assolutamente! Poi il tuo angelo custode, quando arrivi a casa tua per la prima volta dall'opedale dove sei nato, le mischia in un unico sacchetto e così non sai piu quali sono belle e quali brutte. Insomma: vai a caso!
S: Ma?...
P: ...ma il il mio angelo, che è distratto quanto me, si è dimenticato di mischiarle. Quindi io mi son ritrovato con i due sacchetti originari.
S: Oh...
P: Così ho deciso di far fuori prima tutte le brutte, per tenermi le belle nella seconda parte della mia vita.
S: Caspiterina! Ma come hai capito che le brutte son finite?
P: Perchè il sacchetto delle brutte è vuoto... ovvio!

TO BE CONTINUED...


Colazione servita da breakfast alle 00:02 in: santità oggi
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Il secondo post è sempre più difficile del primo
Intanto i due erano sempre più presi dai loro ricordi, e brani di vecchie chat si facevano largo fra l'aroma del the e la voce roca di Billie Holiday.
 
S: Salutami Genova, mi mancherà...
P: Lo farò Simona, ma non sono sicuro che mi risponderà... non so dove ha le orecchie. Fra i vicoli forse? Dietro Piazza De Ferrari? Oppure a Boccadasse? Secondo me c'è un punto preciso deputato all'ascolto.
S: Tu dedicale un pensiero quotidiano da parte mia... vedrai che arriverà. Fammelo sapere quando ascolterai la sua risposta!
P: Certo... mi farò Dumbo!
S: Ti farai Dumbo?
P: Si... mi farò Dumbo... cioè no... ecco, non avrai mica capito... emh, io... non fraintendere... volevo dire: sarò tutt'orecchi, presterò la massima attenzione!
S: Ah! E non potevi dire semplicemente: sarò tutt'orecchi?
P: E' che volevo far colpo... volevo esser sicuro che ti facessi un'idea di chi hai davanti
S: Credo che mi stia facendo un'idea piuttosto precisa di chi ho davanti
P: Devo leggere del sarcasmo fra le righe?
S: No... piuttosto guarda se riesci a trovare ancora delle righe fra il sarcasmo!
 
TO BE CONTINUED...

Colazione servita da breakfast alle 00:02 in: fumetti e brioches
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Il camino crepitava giovedì, 01 marzo 2007  

Il camino crepitava. Non si conosce bene il perchè, ma, in un racconto che si rispetti, i camini crepitano sempre, senza che nessuno compia alcuna azione propedeutica allo scopo. E' uno dei tanti misteri insondabili della letteratura di cui continuiamo a chiederci l'origine... ma non vorremmo iniziare divagando subito, vero? Dunque… dicevamo? Ah si... il camino. Ecco, non pensiate che esista sul serio. E' un camino fittizio, puramente virtuale.

«Eh, ma allora perchè parlarne ed addirittura menzionarlo nel titolo del vostro primo post?». «Perchè è simbolico. E' il motivo preciso per cui abbiamo deciso di impelagarci in questa avventura del blog a 4 mani». «Simbolico? Figooo... come i film svedesi?». «Beh... si potrebbe anche dire così, sì. Il camino in questo caso è simbolo della virtualità. Vale a dire di quella dimensione in cui è nata la nostra storia. E' qualcosa che c'è, pur non essendoci. Esattamente come la Rete. Ed è proprio di questo che vogliamo parlare: dell'amore ai tempi di Internet, ai tempi del Web 2.0, dei Blog, di YouTube, di Skype, di Flickr e quant'altro». «La vostra storia??? Amore ai tempi di Internet? Ma perchè? Voi... voi state insieme???». «Si... perchè? Non si era ancora capito? Non solo stiamo insieme, ma ci siamo conosciuti grazie ai rispettivi blog. E non siamo i soli. Succede, sa? E poi, scusi... ma lei chi è?». «Io? Ma io sono il vostro lettore medio. Perchè? Non si era ancora capito?». «Certo. Come no? Non solo si era capito, ma adesso sappiamo che il nostro lettore medio è pure sarcastico!!!». «E non fate della facile ironia. Vi conosco bene voi due... anzi, a dir la verità non è che vi conosco poi così tanto bene. Sempre a scrivere di cinema, musica e libri. Ma dei fatti vostri non si parla mai. Non lo sapete forse che il lettore medio è impiccione?». «Beh... ma lei è proprio certo di essere il nostro lettore medio? Comunque… Noi non sappiamo se si possa dire esattamente così, fatto sta che, se la sua affermazione nascondesse un fondo di verità, potrebbe essere piacevolmente sorpreso dal nostro Blog: certamente rappresenterà quanto di più distante da “Le lettere di Simo” e “La finestra sul cortile”». «Figooo!!!». «Ma è sicuro che lei non legga più che altro Seaweeds? E che in realtà non sia capitato qui per caso???... vabbè lasciamo perdere!!!».

Allora: eravamo rimasti al camino crepitante. I due erano accoccolati sul divano. Le tazze di the nelle loro mani fumavano e spandevano un fragrante aroma in giro. «Sai? Sono 6 mesi oramai. E' una quantità di tempo discreta». «Paolo, è la prima volta che sento definire 6 mesi come una quantità discreta. Ma se c'è una cosa che questa quantità discreta mi ha insegnato, è stata quella che con te non devo sorprendermi di nulla. Si, sono 6 mesi, anche se i primi contatti risalgono a luglio, più o meno. Rammenti?». «Sì... ci furono i primi commenti reciproci e poi qualche chat. Non ricordo bene quale fu la nostra prima chattata, ma ne ho una ben fissa in mente». «Non vorrai riferirti a...». «Esattamente! Quella in cui dissi “Mi faccio Dumbo”». «Non so bene per quale motivo non iniziai a dubitare della tua stabilità mentale già allora, ma rammento che quella affermazione ci regalò non poche risate. Io pensai subito che “Mi faccio Dumbo” non è esattamente la cosa più carina da dirsi ad una ragazza». «E come al solito avevi frainteso». «”Come al solito” lo vai a dire a giorgetto2rock!!!».

TO BE CONTINUED...


Colazione servita da breakfast alle 00:08 in: tea for two
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