I nostri due nuovi sabato, 31 gennaio 2009  
Il 29 gennaio, a tre anni esatti dalla nascita de "La Finestra sul Cortile", ossia il 50% della premiata ditta "Colazione da Splinder", viene rilasciata la versione 2.0 del famoso blog di Rear Window!!!

Intanto anche la componente femminile del duo si trastulla col suo nuovo blog!!!


Colazione servita da rearwindow06 alle 20:02 in: botta e risposta
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Buon 2009... da sposati!!! domenica, 28 dicembre 2008  

Colazione servita da rearwindow06 alle 15:16 in: tea for two
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Cinema di ieri e di oggi lunedì, 19 maggio 2008  
Prosegue la full immersion nelle gustose commedie di Neil Simon. Nel week-end appena trascorso abbiamo (ri)visto I ragazzi irresistibili, Priogioniero della seconda strada e Un provinciale a New York. Il bello della comicità di Simon risiede tutto nei dialoghi meravigliosamente ironici e nella sua capacità di dare sempre un tocco più profondo, mai troppo calcato, e di seminare riflessioni senza scivolare nella morale. I problemi della vita di coppia, il contrasto fra la grande città e la provincia, la difficoltà nell'affrontare la vecchiaia o la perdita del lavoro, la proverbiale crisi della "mezza età", la riaffermazione dei buoni e solidi valori. Questa è "la" commedia americana, brillante, spassosa, elegante, mai sciocca. Walter Matthau e Jack Lemmon sono strepitosi, indimenticabili.

Sabato sera, invece, siamo andati a vedere al cinema Gomorra di Matteo Garrone, tratto dall'ormai celebre romanzo di Roberto Saviano (il quale vive sotto scorta dall'ottobre 2006). Un film-documentario dall'impatto fortissimo. Ambientata nel tristemente noto quartiere di Scampia, la pellicola ci restituisce una radiografia assai accurata dell'universo malavitoso: Franco (interpretato dal magistrale Toni Servillo) è un stakeholder, ossia il mediatore con le aziende interessate allo smaltimento dei rifiuti; un gruppo di personaggi rievoca poi la guerra di Secondigliano per il controllo del traffico di droga e le vicende degli scissionisti; vi è, infine, un episodio sulle fabbriche clandestine cinesi. Ragazzini che aspirano a campare "sino a 30 anni" (per loro è un traguardo), bambini costretti a lavorare, delinquere, spiare: piccoli senza infanzia, più abili a maneggiar pistole che giochi. Disperazione su disperazione. "Non aspettatevi un film-inchiesta né un film di denuncia - ha affermato Garrone - Non voglio fare il moralista e separare il bene dal male; mi soffermerò, invece, sui personaggi che il libro di Saviano racconta con delle pennellate". Sicuramente un esperimento riuscito: la tensione non abbandona lo spettatore per un solo minuto, sembra che non ci sia limite al peggio, eppure non si percepisce mai alcun giudizio dall'alto. "Considerate che questo è stato" scriveva Primo Levi. Il messaggio di Gomorra potrebbe essere "Considerate che questo è".

Colazione servita da breakfast alle 12:32 in: tea for two
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Una collana di perle mercoledì, 07 maggio 2008  
DolceaquaUna volta, tempo fa, lessi che un poeta aveva paragonato la Liguria a una collana di perle adagiata sul mare. Mai definizione fu così azzeccata: permettetemi un pizzico di campanilismo!!! Io e Paolo abbiamo trascorso il lungo ponte del 1° maggio a Ponente, precisamente in quel gioiello pittoresco che è Dolceacqua, facendo tappa ad Apricale, Seborga, Triora, passando per Bordighera e Ventimiglia, a un passo dal confine.
 
Non a caso Monet ha definito il ponte di Dolceaqua un capolavoro di leggerezza. Complici delle stupende giornate di sole, non troppo calde, il borgo medievale ha sfoggiato davanti ai nostri occhi tutta la sua bellezza, dal castello ai carrugi, dalle botteghe degli artisti al lento scorrere del fiume. Apricale è assai nota per gli spettacoli a cielo aperto organizzati annualmente dal Teatro della Tosse... e infatti alcune creazioni del mio amato Lele Luzzati facevano meravigliosa mostra di sè nella bellissima piazza nel cuore del paese. Il principato di Seborga era immerso nei fiori e da lassù si poteva godere un panorama stupendo: colline verdissime, coltivazioni a terrazze e il mare blu. Il piccolo borgo delle streghe, Triora, sorge in un valle assai suggestiva... e tenendo conto della ripida strada che si deve attraversare per arrivarci, non faccio fatica a capire come mai le antiche fattucchiere lo avessero prescelto per esercitare le loro arti occulte!!!
 
Gatti grassottelli riposavano all'ombra; dai piccoli ristoranti si spargeva un profumo di pesto o di
friscêu; l'aria era finalmente densa di primavera, dopo tanta pioggia: insomma, una Liguria da cartolina ha fatto da sfondo a una vacanza rilassante. Siamo davvero fortunati ad abitare in una terra così speciale ma schiva, conosciuta più dai turisti stranieri che dagli autoctoni... anche per questo è sempre piacevole passeggiare immersi nei chiaroscuri dei vicoli, perché le sorprese  non mancano mai.

Colazione servita da breakfast alle 08:32 in: turisti per caso
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Un leopardo con le solite macchie venerdì, 04 aprile 2008  
3 Aprile 2008, da "The Economist"
 
Silvio Berlusconi non è riuscito a dimostrare d'essere più degno di portare l'Italia di oggi di quanto non lo sia stato in passato
 
L'Italia è un paese in cui "tutto deve cambiare, in modo che tutto possa rimanere lo stesso", secondo Giuseppe di Lampedusa, autore de "Il Gattopardo". Forse si crede che, portando l'onorevole Berlusconi nuovamente al potere, si possa invertire questa massima e mantenere comunque lo status quo, al fine di promuovere le riforme. Se è così, gli italiani saranno presto delusi.
 
Durante il suo precedente governo, tra il 2001 e il 2006, Berlusconi ha raggiunto modesti traguardi riguardo l'insostenibile sistema pensionistico ed il rigido mercato del lavoro. Gran parte della sua energia è stata dedicata a curare i propri interessi. Alcuni dei suoi sforzi hanno assunto la forma di leggi che lo hanno aiutato ad evitare una condanna, altri  ad attaccare la magistratura, ed altri ancora ad introdurre un sistema di voto in parte progettato per mantenerlo al potere. Quest'ultimo disegno è andato disatteso, e perdipiù ha portato ad un parlamento caratterizzato da un numero altissimo di partiti e per questo motivo incapace di realizzare le necessarie riforme. Chissà che l'ex Premier, adesso che è riuscito ad eliminare la maggior parte dei suoi problemi legali, non possa pensare ad ottenere un posto nella storia come grande riformatore piuttosto che a restare fuori di galera. Berlusconi ha 71 anni e potrebbe ritenere di non aver nulla da perdere nell' attaccare l'immobilismo della politica,  causa del declino dell'economia italiana. Ma ciò è inverosimile. Egli non ha mai dimostrato molto interesse per le riforme. E 'più probabile che si muova lungo i binari di un facile populismo.
 
Per l'anno in corso, come in ogni anno in cui l'onorevole Berlusconi si è candidato, gli italiani vengono chiamati a votare per qualcuno che è assolutamente inadatto a condurre una democrazia moderna. Ciò sembrò chiaro fin dall'inizio, nel 1994, quando il leader del PdL vinse le prime elezioni e si trovò ad amministrare un enorme impero che comprendeva il monopolio televisivo nazionale. Egli semplicemente se ne infischiò, così come se ne infischiò - accusando i magistrati di muovergli un attacco politico -  quando la corruzione venne alla luce nella sua principale azienda e suo fratello Paolo, al quale aveva affidato alcuni dei suoi affari, fu indagato. Il suo governo cadde, per motivi non direttamente legati alla questione, ma poco più di sei anni più tardi, Berlusconi ritornò, nonostante che le inchieste giudiziarie nei suoi confronti si moltiplicassero ed i suoi  conflitti di interesse fossero ancora irrisolti. 
 
La situazione è tuttora invariata. Agli attacchi alla Magistratura, ai conflitti di interessi e alle tensioni sociali si sono accompagnate leggi realizzate a suo personale beneficio. Nel gennaio di quest'anno, per esempio, è stato assolto dall'accusa di falso contabile  perché una legge varata dal suo governo nel 2002 aveva depenalizzato l'attività relativa. Due mesi fa la Corte Europea di Giustizia ha stabilito che l'Italia ha soffocato la concorrenza nei mezzi di comunicazione di massa. La televisione privata è ancora dominata dal signor Berlusconi. Egli è ancora l'uomo più ricco d'Italia, vive ancora un inammissibile conflitto di interessi, è tuttora inadatto a governare l' Italia, anche se diventasse un grande riformatore. L'unica scelta possibile per gli italiani è votare per Walter Veltroni, il suo avversario di centro-sinistra.

Colazione servita da rearwindow06 alle 12:19 in: res pubblica
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Un anno di colazioni martedì, 04 marzo 2008  
Un anno fa e per la precisione un sabato, un sabato qualunque, un sabato italiano in cui il peggio sembrava essere passato [avrebbe cantato Sergio Caputo], me ne stavo pigramante stravaccato sul divano, contemplando la possibilità di partecipare alle prossime selezioni per "Il più bello d'Italia", quando su Skype fece capolino Simona. Alcuni minuti di conversazione neutra e poi ecco che fa «Voglio aprire un secondo blog»«Oh, bene... mi pare un'ottima idea. In bocca al lupo!» e lei di rimando «Forse non mi sono spiegata bene: ho detto che VOGLIO aprire un secondo blog!», «Beh... avevo capito... sì che sono un pò rintronato, ma la tua affermazione non mi pare così difficile da seguire», «Evidentemente si, perchè io VOGLIO aprire un blog a 4 mani!». Ammetto che ci fu qualche secondo di silenzio imbarazzato da parte mia, in pochi attimi mi passò tutta la vita davanti. Non rammento bene cosa riuscii a biascicare non appena mi ripresi un pò, ma in definitiva non credo che sia così importante. Ciò che conta è che, qualsiasi cosa dissi, non deve essere stata molto convincente, perchè ora siamo qui a scrivere queste righe celebrative del primo anno di vita di "Colazione da Splinder".

35 post, più di 1700 commenti e, oggi, tanti ringraziamenti a tutti coloro che in questi dodici mesi ci hanno letto con simpatia e calore. Un abbraccio da Simona e Paolo.

un anno di "colazione da Splinder"

Colazione servita da breakfast alle 21:23 in: tea for two
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Caos Calmo mercoledì, 13 febbraio 2008  
"Ogni nuova possibilità che si offre all'esistenza, anche la meno probabile, trasforma l'esistenza intera" (Milan Kundera, La lentezza)
 
Una piccola, doverosa premessa: non abbiamo letto il romanzo di Sandro Veronesi, Premio Strega 2006, quindi non possiamo fare confronti fra pellicola e libro. Ci sentiamo comunque di affermare, nonostante ciò, che siamo di fronte a un film pienamente riuscito. Una storia molto bella ed originale, narrata con garbo ed interpretata da un cast variegato e ben assemblato. Il caos calmo è quello che Pietro Paladini ha nel cuore da quando all'improvviso è morta la moglie, proprio nel momento in cui lui stava salvando la vita ad un'altra donna.
 
La scelta di Nanni Moretti, che come attore è sicuramente molto caratterizzato e ha un'immagine ben precisa, si rivela - paradossalmente - del tutto indovinata, perchè il regista de Il caimano che ha contribuito alla sceneggiatura del film, riesce a far proprio il personaggio del protagonista, che alla fine pare disegnato su di lui e gli regala l'interpretazione migliore della sua carriera. Valeria Golino è convincente ed intensa nel suo ruolo; l'ottimo Alessandro Gassman, fratello minore del protagonista, fa da contraltare, una sorta di specchio che riflette tutto quello che Pietro non è e mai potrà essere; Silvio Orlando non delude, Kasia Smutniak fa brevi, ma espressive apparizioni, la figlia Claudia è simpaticissima ed, infine, il cameo di Roman Polanski che in pochissime inquadrature riesce a conferire una grande autorevolezza al suo personaggio, permette di chiudere in bellezza.
 
Immobilizzato da un dolore che non riesce a sfogare, Pietro si rifugia in un mondo fatto di una panchina, un parco e una serie di persone, volti noti o sconosciuti, che ruotano attorno a lui, ricevendo ascolto ma, soprattutto, ispirazione. Un elogio alla lentezza: la riscoperta della saggezza che si cela dietro alla capacità di fermarsi e aspettare. A convincere di Caos Calmo è soprattutto la delicatezza e la tenerezza nell'affrontare un tema così difficile e l'uso sapiente dell'ironia che fa da contropeso alla tragedia. E' un film ricco di abbracci che suggeriscono la possibilità di una rinascita, a partire dalle cose semplici e dal proprio rapporto con gli altri, da non considerarsi un'utopia in una società dominata dall'indifferenza, come la nostra.
 
Spiace sottolineare la dura presa di posizione della CEI a proposito di una sequenza di sesso presente nel film, giudicata «volgare e distruttiva». L'ondata moralizzatrice della Chiesa, che dopo essersi abbattuta sul mondo politico e sociale colpisce anche il cinema,  pare anche in quest'occasione fuori luogo, perchè la scena in questione, che peraltro rappresenta ben 17 pagine del romanzo di Veronesi, ha una sua logica funzionalità ed un significato preciso e determinante all'interno della storia.
 
"Perché è scomparso il piacere della lentezza? Dove sono finiti i perdigiorno …. Un proverbio ceco definisce il loro placido ozio con la metafora: essi contemplano le finestre del buon Dio. Chi contempla le finestre del buon Dio non si annoia; è felice. Nel nostro mondo l'ozio è diventato inattività, che è tutt'altra cosa: chi è inattivo è frustrato, si annoia, è costantemente alla ricerca del movimento che gli manca." (Milan Kundera, La lentezza)

Colazione servita da breakfast alle 00:08 in: tea for two
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Sogni e Delitti lunedì, 04 febbraio 2008  
L'ultimo film di Woody Allen è stato definito il più cupo, un vero noir. Gli ingredienti ci sono tutti: due fratelli ambiziosi, apparentemente uniti, ma in realtà rivali, avvelenati da un'esistenza grigia, da un'ambizione crescente, condita dal vizio del gioco e delle scommesse, e dalla brama di fare i soldi facilmente. Due genitori apprensivi e deboli, una fidanzata affettuosa quanto sciocchina e un'altra bellissima e libertina fanno da contraltare. Sullo sfondo, la Londra del Big Ben, dei giardini e dei poderi di campagna (anche qui, come in Scoop), simbolo delle convenzioni e del successo artefatto che i due sperano di ottenere, pur essendo senza arte né parte. Eppure abbiamo trovato Match Point, oltre che infinitamente più bello, molto più duro e amaro, con quel finale grottesco dove l'happy end è in realtà il trionfo della malvagità e dell'opportunismo. In Sogni e delitti, invece,  i cieli densi di nubi nere richiamano la collera divina, il castigo verso chi ha osato infrangere le regole universali. Vi è una riflessione più attenta sul rimorso, in contrasto con la lucida e calcolatrice freddezza con cui il protagonista di Match Point organizza il suo delitto. L'atto criminoso è accompagnato dall'inesperienza e dalle paure dei due, accentuate dal fatto che la vittima designata in fondo non ha nulla a cha fare con loro, un viso osservato una sola volta, laddove, nel film precedente, c'erano dei forti sentimenti in gioco: la donna veramente amata, il bambino che stava per nascere. I due fratelli sono personaggi fragili e dalla scarsa dirittura morale sin dall'inizio; compiono sì un'ulteriore discesa all'inferi, ma questa sembra già annunciata dalle prime battute, mentre il contrasto fra il prima e il dopo - dopo l'oasi ingannatrice del successo, del lusso, del potere - nella prima pellicola della trilogia londinese era più intenso e drammatico. Tutto questo per spiegare come Sogni e delitti, film che si riscatta nel secondo tempo, dopo una prima parte scialba, è una prova interessante, ma non del tutto riuscita.

Colazione servita da SimonaCWords alle 19:59 in: tea for two
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